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Archivio rivista "Movimento"


19 dicembre 2006

Copertina


Movimento. N 12 (speciale Natale)


     Questo numero è dedicato alla memoria di Vittorio Luchetta; per questa ragione ci siamo limitati, nel rispetto e nel  ricordo di una persona straordinaria...


Ti Voglio Bene Bro. Nei miei ricordi non ti lascerò mai andare via. Mi manchi.





















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12 ottobre 2006

Grazie Pipolo

GRAZIE PIPOLO
Nome
: Giuseppe Moccia

Data e luogo di nascita: 22 Giugno 1931, Viterbo, Italia

Data e luogo di morte: 20 Agosto 2006, Roma, Italia

Giuseppe Moccia, in arte Pipolo, ha formato per più di quarant'anni insieme a Franco Castellano (20 giugno 1925, 28 dicembre 1999) una delle coppie di autori di commedie più prolifiche del cinema italiano.

La coppia nacque nella redazione del Marc'Aurelio, storico giornale satirico romano in cui mosse i primi passi anche Federico Fellini. All'epoca Moccia si manteneva facendo come primo lavoro il cassiere di banca, per passione il vignettista. Dal momento dell'incontro i due non si separeranno più, formando un sodalizio inossidabile.

Il successo arriva con la televisione per cui scrivono "Studio Uno", trasmissione leggendaria della Rai. Ma anche "Scala Reale" con Peppino De Filippo, "Partitissima" con Alberto Lupo e diverse edizioni di "Canzonissima", "Fantastico". La televisione tornerà ad assorbire Pipolo negli ultimi anni di vita con fiction per Rai e Mediaset, questa volta in coppia con Carlo Corbucci.
La vera consacrazione dei due però arriva con il cinema, per cui scrivono e dirigono assieme decine di commedie brillanti. L'esordio è con I marziani hanno dodici mani, pellicola che vede impegnati oltre a Paolo Panelli anche Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Con loro lavoreranno ancora in altri film, scrivendo anche per grandi attori come Gassman in I nuovi mostri di Dino Risi, o Tognazzi e Manfredi. Almeno tre i film scritti per Totò tra cui l'indimenticabile Signori si nasce.
Anche se l'attore showman a cui saranno più legati per numero di film e programmi televisivi è Adriano Celentano. Tra i titoli per il grande schermo Innamorato pazzo, Mani di velluto, Il bisbetico domato. Per la televisione quell'edizione di Fantastico che vedrà ammutolire il molleggiato in controversi silenzi.

Tra i film più famosi e di maggiore successo al botteghino Attila flagello di Dio, con Diego Abatantuono, che segnerà l'esordio nel mondo dello spettacolo del figlio di Pipolo Federico, oggi famoso per il libro di successo "Tre metri sopra il cielo", diventato anche film con la sua sceneggiatura.

(Da Internet)

 

La redazione di “Movimento” rende omaggio con ritardo (ce ne rammarichiamo) alla morte di Giuseppe Moccia, alias Pipolo, senza pianti o paroloni di circostanza… piuttosto ringraziandolo per le risate “spensierate” che ci ha fatto fare insieme al suo Compagno di Merende (Castellano) col quale, siam sicuri, ne starà facendo delle belle in Paradiso…

Giulio Della Rocca e la Redazione tutta (riunita e divertita per la visione de “Il bisbetico domato”)  

 




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5 giugno 2006

Copertina numero 7

 

 

  

Movimento numero 7

A cura e di Riccardo Iannaccone e Giulio Della Rocca

 

 

Sommario

 

Pags 1

-Editoriale  di Giulio Della Rocca

Musica & Cinema  -Speciale Superman di Riccardo Iannaccone

La Recensione -Questo mese all’Astra Cinema (Romance & Cigarettes) di Iannaccone R.

Leggende - Dylan Dog di Luca Imperiale

La Recensione -La storia di Ken Loach di Francesca Luna

-La Classifica del Mese di Giulia Marcantoni

La lente -Una Lettera… di Nerina Ciaccia

Best Sellers- Bova e il suo romanzo di Francesco Bova

Da 0 a 10 - La Finale di Champions League di Simone Dell’Unto

 

 

 

Pags 2

Cacofonia -Speciale Calcio ( Vecchio Lupo & Aislinn)

Serie Tv -Dawson’s Creek  di Chiara Potter

Pazienza siam Giovani -Vagabond e L’Immortale di Giorgio Gallo

 Best Sellers -Il Signore delle Mosche di Riccardo Iannaccone

Licenza Poetica -Poesie  di Gaio Valerio Prisco

Religioniamo -Cristo: un Uomo? di Giulio Della Rocca

Solo Musica -Pearl Jam  di Enrico Carlevaris

Cronache della Cronaca -Feltrinelli… di Michela Noè

Parlamentiamoci -Chi ha paura dei Comunisti? Di Edward Cesaroni

-Pellicole del mese a cura della Redazione.

 

 

 

Un ringraziamento particolare a:  Dario Fornasari, Michele Iannaccone, Simone Frasca, Roberta Alessandrini.

 

Contatti

brotherkitano@hotmail.com  (Riccardo Iannaccone)

ultimorespiro@fastwebnet.it  (Giulio Della Rocca)

salparadiso_@libero.it           (Luca Imperiale)

 




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29 maggio 2006

Cannes: chiusura tra premi, rimpianti e i soliti tanti dubbi

Cannes

La Chiusura,

Sorprese dell’ultima ora

 

Ken Loach, Vince con "The Wind that Shakes the Barley" sulla rivoluzione irlandese
Premi collettivi alle donne di "Volver" e agli uomini di "Indigenes"

Cannes, Palma d'oro a Ken Loach
e alle battaglie della vita e della Storia

Palma d’Oro a "The Wind that shakes the Barley" di Ken Loach.

“Volver" di Pedro Almodovar premiato per la migliore sceneggiatura e le migliori interpretazioni femminili.

Miglior regia :Alejandro Gonzales Inarritu per “Babel”;

migliori attori eletti (anche qui in un premio complessivo) Jamel Debbouzze, Samy Naceri, Sami Bouajila e Roschdy Zem per “Indigenes” di Rachid Bouchareb;

Gran Prix assegnato a “Flandres” di Bruno Dumont,

Premio della Giuria vinto da "Red Road" di Andrea Arnold.

Nei cortometraggi, Palma d’Oro a “Sniffer” di Bobbie Peers; Gran Premio a “Primiera Nieve” di Pablo Aguero; Camera d’Or per la migliore opera prima a “12:08 a l'est de Boucarest” (titolo originale 'A fost sau n-a fost?') di Corneliu Porumboiu
.

A Pedro Almodovar il riconoscimento per la migliore sceneggiatura
Monica Bellucci: "Ho lottato a lungo per il film di Sorrentino
"


CANNES - E' The Wind that Shakes the Barley di Ken Loach il film vincitore della 59esima edizione del Festival di Cannes, parabola della rivoluzione irlandese negli anni Venti che però parla - per ammissione del regista - di Iraq e di una certa idea di "esportazione della democrazia" e mescola, com'è nello stile del regista inglese, storia, impegno politico, denuncia sociale e melodramma. A sorpresa quindi Loach la spunta, e a nostro giudizio di Movimento  in maniera equa e giusta.

Il Premio per la miglior regia va invece a Alejandro Gonzales Inarritu per il film Babel, tre storie legate tutte da un elemento comune: il colpo di un fucile. Purtroppo l’unica ingiusta (sempre a nostro parere) Delusione è per l'Italia: nonostante applausi e apprezzamenti, né Il Caimano di Nanni Moretti né L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino riescono a portare a casa uno dei premi principali. Fra i riconoscimenti, Gran Premio della giuria a Flandres di Bruno Dumont.

Sbaragliati, dunque, i favoriti della vigilia (ultimamente le quote non è che ci prendano molto), primo fra tutti Pedro Almodovar, che per Volver conquista comunque il Premio per la migliore sceneggiatura e quello, collettivo, per le attrici del film: a loro, tutte (Carmen Maura, Penelope Cruz, Yohana Cobo, Blanca Portillo, Lola Duenas, Chus Lampreave) la Palma d'oro per la migliore interpretazione femminile.

Palma "collettiva" anche (sarà stata scelta giusta?) per l'interpretazione maschile, consegnata ex aequo agli interpreti del francese Indigenes (Jamel Debbouze, Roschdy Zem, Sami Bouajila e Samy Naceri), la storia dell'"Armata d'Africa", gli algerini, i tunisini e i marocchini che nel 1943 si arruolarono per aiutare la Francia e gli alleati a respingere l'avanzata dei tedeschi.

In quanto al film vincitore della Palma d'oro, "io non sono anti-inglese - aveva detto Ken Loach alla conferenza stampa dopo la proiezione di The Wind that Shakes the Barley - critico solo il governo inglese e queste sono due cose diverse, perché un popolo non si identifica necessariamente con il suo governo".

Loach aveva difeso la scelta di fare un film dedicato alla resistenza irlandese all'occupazione inglese, sostenendo che "è sempre un buon momento per raccontare una storia come questa, che ci può insegnare qualcosa ancora oggi, in un'epoca in cui un Paese potente come l'America ha intrapreso una guerra illegale a tutti gli effetti".

La cerimonia di premiazione iniziata, secondo tradizione, con la Montée des Marches, la passerella di ospiti e star verso l'ingresso del Palazzo del Festival, e proseguita poi, sul palco, con la presentazione della giuria. Nel corso della quale il presidente della giuria, il regista Wong Kar-Wai, insieme a Tom Roth, S.L Jackson e a Le conte e Co. così ha spiegato i criteri con i quali sono stati decretati i vincitori: "Abbiamo cercato film che riflettessero passione, solidarietà e meraviglia".

Di Riccardo Iannaccone




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24 maggio 2006

Un altra notte a Cannes

Lunedì 22 Maggio – Cannes

Southland Tales”

Ed intanto scroscianti ovazioni per i primi 20’  del film sull’11 settembre di Oliver Stone

 

 

Sesto Giorno, e la giostra riprende a correre con il tanto atteso ritorno di Richard Kelly dopo cinque anni dal suo ultimo progetto, qui al fianco di Sean William Scott, Sarah Michelle Gellar, Justine Timberlake, e Miranda Richardson. Il Regista rivelazione del film culto Donnie Darko, torna a giocare nuovamente e freneticamente con l’apocalisse, in un film stralunato e concettoso. La storia è delle più inspiegabili… la Terra giungerà alla sua fine nel Luglio del 2008, in un susseguirsi di sotto trame si svilupperanno le vicende dei fratelli Taverner, della pornodiva Now (Michelle Gellar) e di Santaros un ex star di B movie che soffre di profonde amnesie. Il tutto tra le vie impervie della California, e tra città che dopo svariati attacchi atomici si ritrovano in una situazione disastrosa ed inerme; salvatore di una società seppellita dalle sue stesse macerie, è un barone tedesco dal nome misterioso che grazie ad un nuovo tipo di energia legata ai flutti del mare e delle onde (o qualcosa del genere difficile da comprendere con il termine “Fluido Karma”) riesce a ricreare una nuova società popolata da papponi. Gangstar, puttane, culturisti, poliziotti e cose davvero indescrivibili, una società nella quale vivono gli stessi protagonisti della vicenda.

 

Una ricerca estenuante del concetto nel non-concetto, un sub Lynch non d’annata che forse si perde troppo nella ricercatezza stilistica e retorica (un Narciso estenuantemente fiero di sé). Brillante Timberlake, che a sorpresa spunta come migliore nella combriccola degli attori; testo teso e conciso a tratti citazionista, a tratti ridondante, che purtroppo però per noi, di tanto in tanto si disperde per intensità e densità nei meandri di un Montaggio trito e convulso.

Forse Kelly già al suo secondo film avrebbe voluto – “sognato” – rovesciare una sottocultura da rimodellare (americana) trasformandola in parodia di successo di se stessa, non riuscendoci… ma in fondo già che ci abbia tentato qualcosa vuol significare.

 

Il film non demerita, ma non conquista il pubblico francese, è pulito e vuol sorprendere, non riuscendoci e mutandosi in qualcosa di già visto (che ottiene tiepidi applausi), e ahimè per Richard Kelly non ottenendo il risultato desiderato. Lynch (di cui Kelly più volte si è dichiarato fan) ride sotto i baffi e sbuffa, mentre Kelly culla gelosamente il suo secondo progetto (che diventi un secondo caso Donnie Darko?), nell’attesa di Dicembre dove tutto il pubblico, finalmente potrà dire la sua…

Gli attori si sforzano, ma non convincono, in un globale artistico (dalla sceneggiatura alla colonna sonora) più che sufficiente, ma sottotono rispetto alle febbrili attese. Richard Kelly non ci sta, e rincara: “Il mio film mostra la nostra vita, è un thriller, ma allo stesso tempo è satira e musical, è una lettera d’amore a Los Angeles… forse è blasfemia… ma è il cuore che parla.”

 

Un film che fa notizia… già lo è diventato, un caso forse no… ma si sa come il destino a volte sia astruso e poco chiaro; ai posteri dunque l’ardua sentenza.

                                                               

 

                 -

  
                             

Ma torniamo al festival; senza dubbio l’evento che ha scosso la giornata (e molto, molto di più rispetto al deludente film apocalittico di Kelly e al documentario poco citato in onore di Marcello Mastroianni* – che molta più fortuna avrebbe meritato) è stato il promo di 20 minuti circa, sul nuovo film di Oliver Stone, dedicato ed in memoria dell’11 settembre, sul valore ed il coraggio dei pompieri (infatti la storia si lega alle vicende di due di loro) in una situazione così drammatica, che ha scosso tutto il mondo nel settembre di cinque anni fa.

L’aereo si schianta sulla prima torre, è un ombra veloce che passa sopra i grattaceli… è l’inizio della disperazione… dell’eroismo, della tristezza che si infonde e si palesa negli sguardi di tutti noi.

Il Sergente Mc Loughling (un commuovente Nicolas Cage) si alza all’alba incosciente del fatto che quello sarà il giorno che cambierà la sua vita.

Immagini potenti e dirette, regia forte, scandita e ruvida tipica di Stone; silenzi spettrali; le immagini come cardine portante di una sceneggiatura basata sull’uomo ed suoi sguardi; le urla, la disperazione, le ambulanze, la gente che si getta nel vuoto… atti di vita, che forse mai potranno essere solo un film… no… mai!!!

Solo i primi venti minuti di un film attesissimo, ma la sala di proiezione, si rinchiude in un religioso silenzio, infine applausi e commozione… che trascende fino a divenire una standig ovation che urla al mondo la sua rabbia… e la sua gioia. Oliver Stone commosso ringrazia, è una pagina di Vita?! E’ una pagina di Cinema!!?

 

Il Film uscirà in America ad Agosto, si prevedono piogge di premi e incassi, commozione, e tanti tanti ricordi.

 

Cannes ringrazia, Stone saluta (con Sheen – con lui per il ventennale di Platoon) e rinvia alla prossima; il cinema si commuove commuovendo.

Noi adesso non possiamo far altro che restare in silenzio, per poi rituffarci ancora in avanti…

 

 

Riccardo Iannaccone

 

Ps- Documentario in onore di “Marcello”

*Di ottimo livello (ottenendo discreto successo di critica e platea) il documentario su Marcello Mastroianni, Marcello una vita dolce realizzato da Mario Canale e Annarosa Morri, per il decennale della morte del famoso attore Italiano… il film ben strutturato e curato ripercorre in modo coerente e corretto (ben diretto) la carriera dal grande artista, partendo e puntando molto su testimonianze del calibro di Sophia Loren, Visconti, Ettore Scola e via dicendo.

 

“Un prodotto riuscito – esulta Massimo Vigliar – venduto presto in molte parti del mondo; in fin dei conti Marcello è sempre un nome magico per il mondo del Cinema… capace di aprire ogni porta o mercato…” e se lo dice Vigliar c’è da credergli.

 




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22 maggio 2006

Cannes 4° Giorno

Sabato 20 Maggio – Cannes

Volver

Di Pedro Almodovar

                   

 

Almodovar spopola a Cannes, mentre la Cruz e Maura incantano in stile italiano…

Madrid. Raimunda è una gran lavoratrice, fanatica della pulizia, che sopravvive a un marito fannullone e alcolizzato e si prende cura della figlia adolescente. Sua sorella Sole, invece, è separata dal marito e sbarca il lunario come parrucchiera abusiva. Le due donne sono orfane, hanno perso entrambi i genitori durante uno dei tanti incendi provocati dal "solano", il vento che devasta La Mancha, il loro paese d'origine e dove vive l'anziana zia Paula - sorella di Irene, la madre delle due donne - che da qualche tempo si comporta in modo insolito. Paula parla di Irene come se fosse viva, mentre è morta da anni, e nel quartiere giurano di aver visto il suo fantasma aggirarsi davanti alla casa di Paula. Quando il cuore di Paula smette di battere, incominciano ad accadere cose strane, qualcuno ritorna, qualcuno sparisce e la vita di Raimunda e le altre non sarà più la stessa...

Grandi emozioni, brividi sulla pelle, immaginifico Cinema il tutto rappresentato dal tocco leggiadro e al contempo ruvido del grande maestro Pedro Almodovar; e da attrici straordinarie come Penelope Cruz e (aggiungerei soprattutto) Carmen Maura. Un susseguirsi di scene e dialoghi toccanti, in un film sulla visione e le visioni delle donne; tra orchestrazioni di macchina degne di nota, montaggio fluido e visivo, e filosofia in pillole, emanate da un’ottima sceneggiatura derivata dal pensiero del grande regista spagnolo: “Il film è un mio ritorno personale all’infanzia; è un omaggio a mia madre, e alle numerose donne con le quali sono cresciuto… si può dire che mi abbiano iniziato alla vita.”

Ma Volver non è solo un film sul ricordo, sull’infanzia, sul problema ed i punti di vista della morte… no, è molto più… da coscienzioso film intellettuale (popolare) ad inno in onore delle grandi attrici /donne della tradizione italiana (Cardinale, Loren, Magnani), è il completamento di un viaggio spirituale e di ricordo che il buon regista ha compiuto per sé, e per ogni spettatore che avrà in sé il coraggio di affrontare i propri spettri.

Per la Cruz che interpreta il difficile personaggio di Raimunda, Pedro ha studiato apposta un look alla Magnani dei tempi di Mamma Roma… un abbigliamento dai colori forti e piazzati per ottenere la perfezione del personaggio creato… un sedere posticcio, finto creato su misura per la Cruz, nell’intento di farla somigliare agli stereotipi dei personaggi interpretati dalle icone Loren, Magnani e così via… forse geniale!?

Ride la stessa Penelope: “Devo riconoscere che Pedro aveva ragione, la protesi mi ha aiutato nel caratterizzare il personaggio… non so come… ma ha avuto ragione per l’ennesima volta!”

Insomma si può con assoluta certezza affermare come La Croisette abbia ricoperto di lodi Pedro e le sue donne (il film ha ottenuto oltre otto minuti di applausi); in un turbinio di emozioni spagnole, fosche leggende, e puro cinema d’autore.

“Quando ero piccolo – ricorda Pedro –  ero terrorizzato dalle leggende popolari che si raccontavano le donne di paese… fantasmi, suicidi, roba da non credere… fidatevi se vi dico che tutto ciò è un patrimonio enorme del nostro popolo…”

Pedro è tornato, è tornato a Cannes, è tornato per la rivincita, con il suo film più personale e ricercato; è tornato con l’intento di riprendersi ciò che gli era stato tolto di diritto nel lontano ‘99 con Tutto su mia madre! Vi riuscirà?  questo non lo sappiamo… ma di sicuro ancora una volta Pedro Almodovar è riuscito a raccontarci grandi emozioni, storie, spaccati di vita, in un susseguirsi di portate forti… per palati fini!

 Un film difficile da dimenticare, o peggio ancora… ignorare!

Ps-  “Avevo saputo nel lontano 99’ che il presidente della giuria Cronenberg si era fatto in quattro per lasciare a bocca asciutta me e David Lynch;, sul momento non feci dichiarazioni, perché non avevo visto il film vincitore L’Humanite. L’ho visto solo due anni dopo: allora si che mi sono arrabbiato!!!”

 

Riccardo Iannaccone




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17 maggio 2006

Festival di Cannes 2006...

 

Festival di Cannes 2006

Il battito del cinema, non cesserà mai di esistere.

 

 

Come sarà questo nuovo festival? Sarà d’assalto? Rivoluzionario? Indeciso? O d’autore?... Ci saranno sorprese? Conferme? O tante rivelazioni?

Le domande sono tante, e ci spingono con maggiore interesse (non che ce ne fosse poi bisogno) verso il più importante festival (o meglio uno dei due più importanti) dell’arte cinematografica.

A primo sguardo, gli autori e i rispettivi film ci garbano… e non poco; i nomi in corsa infatti per la prestigiosa palma d’oro sono nomi che contano, nomi che sanno cosa vuol dire bel cinema, nomi che sanno bene la loro… e la faranno valere in ambito artistico e creativo. Si spazia da Nanni Moretti e Sorrentino (mai come questa volta, infatti possiamo sperare nella vittoria del nostro caotico ma in fin dei conti mai domo cinema Italiano), Aki Kaurismaki, Innaritum, Linklater, a Ken Loach e Pedro Almodovar, fino ad arrivare a Sofia Coppola e Richard Kelly… Uomini di grande cinema, e ancora meglio per i nostri occhi… uomini che ancora non hanno superato (almeno tutti) la soglia dei 55 anni.

Grandi speranze e attese per film come “L’amico di Famiglia” di Sorrentino oppure “Maria Antonietta” della Coppola… ma soprattutto per Almodovar (“Volver”) e Nanni Moretti due tra i più grandi favoriti alla partenza.

Ci si aspetta molto anche dal promettente Richard Kelly regista del cult movie “Donnie Darko”, che con i suoi soli 30 anni è addirittura il più giovane in concorso con il suo “Southland tales” un mistico film che incrocia in sé Fantascienza alla K.Dick, pornografia, divi muscolari, reality show e reminescenze d’autore.

Ma questo non toglie che con la presenza dei vari Almodovar, Loach o Moretti, Cannes sia solo autore; NO, e questo perché la banda non suona un solo spartito, ed ecco dunque comparir d’ogni pizzo, film di ogni genere ed espressione… dal BABELICO film di Innaritu, alle grandi speranze riposte nel “Codice da Vinci” film che apre le danze della stessa rassegna.

 

Ma non ci si può fermare all’evento Kolossal della Sony… no signore. Tanto si attende anche da film come United 93 di Greengrass – ricostruzione shok  di uno degli aerei dirottati l’11 settembre.

 

Forse è troppo presto per sbilanciarci in conclusioni e difatti prima di dire la nostra, vedremo, commenteremo e infine recensiremo; ma di sicuro si può già affermare da ora come il festival sarà straripante, avvincente e speriamo pieno di grandi sorprese (in questo confidiamo in una equa e giusta scelta della giuria – nella quale spiccano i nomi di Tim Roth, Samuel L.Jackson e Wonk kar Wai)

Noi saremo in prima fila, per noi, per VOI, per il nostro amore al cinema.

A tra poche ore, con le prime recensioni… Cannes è vita, Cannes è Cinema; e noi Siamo lì presenti! Seguiteci nel nostro/Vostro/Loro lungo viaggio.

Che lo spettacolo abbia inizio.

 

“Il Cinema è come il vino, dipende dalle annate… Speriamo che sia quella giusta!” Martin Scorsese.

 

Film In Concorso

-         Volver di Pedro Almodovar

-         Red Road di Andrea Arnold

-         La Raion du plus faible  di Lucas Belvaux

-         Indigenes di Rachid Bouchareb

-         Cronica de una fuga   di Adrian Caetano

-         Iklimler  di Cylan

-         Maria Antonietta  di Sofia Coppola

-         Juventude en marcha  di Pedro Costa

-         El labirinto del fauno  di G.Del Toro

-         Flandres  di Bruno Dumont

-         Selon Charlie  di Nicole Garcia

-         Babel  di Gonzales Inarritu

-         Quand j’etais chanteur  di Giannoli Xavie

-         Laithkaupungin valot  di Aki Kaurismaki

-         Southland Tales  di Richard Kelly

-         Fast Food Nation  di Richard Linklater

-         The Wind that shakes the Barley  di Ken Loach

-         Summer Palace  di Lou Ye

-         Il Caimano  di Nanni Moretti

-         L’amico di Famiglia  di Paolo Sorrentino

 

 

 

Cosa percepiremo? Arte! Temi forti su cui tutto si potrà dire, storia rivissuta, corretta, o rivista da altri punti, la contemporaneità, uno specchio nel quale vedere la nostra società; Movimenti sociali, occultati, divini, visione artistica… Cosa vedremo? Guerre moderne, Vecchie e straviste barbarie, visioni paradisiache, ossessioni o cuori al vento! Mi chiedete ancora cosa potremmo vedere? Io credo proprio GRANDE CINEMA!.

 

 

Stars Prsenti alla Croisette

Zang Ziyi,  Samuel  L.Jackson, Tim Roth,  Tom Hanks,  Jean Reno, Brad Pitt,  Garcia Bernal,  Bruce Willis,  Nick Nolte,  Ethan Hawke, Silvio Orlando,  Nanni Moretti,  Fabrizio Bentivoglio,  Michele Placido, Kirsten Dunst,  Penelope Cruz,  Hugh Jackman,  Patricia Arquette, Cillian Murphy,  Carmen Maura,  Micelle Gellar,  Rachel Weiz,    Keanu Reeves,  Wong Kar Wai,  Ron Howard,  Almodovar,  Ken Loach, Richard Kelly,  The Rock,  Ian McKellen,  Halle Barry,  Cate Blanchette,  Patrice Le conte,  Gerarde Depardieu,  Fanny Ardano.

 

 

Un Certain Regard

 

-         Paris je t’aime (autori vari)

-         Bled Number One (Ameur)

-         Il regista di Matrimoni (di Marco Bellocchio)

-         Ten Canoes (di De Heer)

-         Uro

-         Le Californie

-         The Suburban Mayhem

-         Le tournese de Paiges

-         Meurtrieres

-         A Scanner Darkly (di Richard Linklater)

-         United 93 (di Greengrass) – fuori concorso

-         997

-         Serambi

-         El Violin

-         You am I

-         The Unforgiven

-         Luxury Car

-         taxidermie

 




La Redazione 

 




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15 maggio 2006

Un Calcio Malato

                          Altrimenti ci Arrabbiamo

                                                                 A cura di Saymon

 

Quest'articolo è dedicato ai finti perbenisti che troppo spesso ci troviamo nei vari mass - media per i quali io oggi esprimo il mio disgusto.

 Questo è dedicato a te… (ritornello di una famosa canzone)Fabio Caressa: come non scordare un tuo CACCIATELI VIA rivolto ai tifosi romanisti durante un Roma - Milan.

Quo que tu Fabio …

Godetevi questo articolo riportato qui sotto amici… e… riflettete.     

 

Sky vince fra botte e insulti. Senza tè caldo.

30/04/2006 - da IL GIORNALE ; Fonte: IL GIORNALE - www.ilgiornale.it

 

Sky vince fra botte e insulti. Senza tè caldo
Avete presente quei giornalisti sportivi che sul tema «violenza negli stadi» dicono sempre le stesse frasi a gettone? Roba inedita del tipo: «Sono scene che non hanno nulla a che vedere con il calcio»; «Questi non sono tifosi, ma delinquenti che dovrebbero stare in galera»; E, dulcis in fundo: «Dovremmo imparare dagli inglesi, che hanno debellato la piaga degli hooligans»? Professionisti del pistolotto e del fervorino che, soprattutto in televisione, si ergono a moralizzatori sussidiari dell'ormai perduta etica sportiva.

Campioni incontrastati dell'immarcescibile genere «Anche noi addetti ai lavori dobbiamo darci una calmata», sono gli opinionisti del «Processo di Biscardi», ma anche i maître à penser di Sky non scherzano. A cominciare da quel Fabio Caressa - la versione decoder di Bruno Pizzul - che durante le telecronache della pay tv non perde occasione di «stigmatizzare» gli interventi «eccessivamente rudi» di certi giocatori e le «intemperanze del pubblico» che fanno buuu ai giocatori di colore.

Caressa - decisamente più a suo agio col microfono in mano che col pallone tra i piedi - è stato relegato in panchina nella finale di «Press League Totosì», il torneo di calcetto riservato ai giornalisti, che si è giocato due sere fa a Milano opponendo il quintetto di Sky a quello del quotidiano Libero. Caressa, autoproclamatosi allenatore, si è seduto in panchina e ha cominciato ad impartire ordini ai «suoi ragazzi» che un po' lo ascoltavano e un po' lo mandavano a quel paese.
Le cose sono «trascese» quando mister Caressa ha cominciato ad insolentire i giocatori di Libero con epiteti del tipo:

«Numero 6, giochi nel giornale della parrocchia», «Numero 5, fai ridere», «Numero 10, sei patetico» e via offendendo. Quelli di Libero che fino a metà del secondo tempo vincevano - anzi, «conducevano» - per 3 a 0 hanno abbozzato finché è stato possibile. Ma poi, al 15' della «seconda frazione di gioco», ecco che uno della squadra di Sky «sferra una gomitata» a uno di Libero il quale si vendica «sferrando, da tergo, un calcione» all'avversario. Apriti cielo, scoppia la rissa: scene appunto che non vorremmo vedere in nessun campo di calcio e - a maggior ragione - in un campo di calcetto durante un torneo amatoriale.

Tra gli atleti con la puzza sotto al naso di Sky e quelli in evidente sovrappeso di Libero «volano pugni e calci», minacce di morte e offese reciproche a mamme e fidanzate, alcune delle quali osservano ammirate l'«ignobile gazzarra» dei loro beniamini in mutande. Osservando il furore di Caressa si capiva bene come sul «dottor Jekyll» che nelle telecronache calcistiche professa fair play e tolleranza, sia prevalso il «mister Hyde» che ce l'ha a morte con gli avversari. Alla fine, dopo alcuni imbarazzanti minuti di sospensione, la partita è ripresa.

 Per la cronaca ha vinto Sky e Caressa ha esultato come un bambino. Senza però nemmeno il conforto di un «tè caldo negli spogliatoi», visto che il responsabile dell'impianto sportivo si è rifiutato di servirlo: «Questa gente non merita nulla. Hanno perfino sfondato a calci gli armadietti». Quando si dice la "trance agonistica".

 

                                 VERGOGNA!!!

 

Vi lascio con una massima di Goethe: "Il perbenismo è lo scudo che gli ipocriti usano per nascondere le loro nefandezze."




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3 maggio 2006

La copertina








           Movimento Numero 6


                        

 A cura e di Riccardo Iannaccone & Giulio Della Rocca (caporedattori)
        con la ineguagliabile partecipazione di Giulia Marcantoni.



Redazione - Luca Imperiale (
salparadiso_@libero.it), Giulia Marcantoni, Andrea Beccarisi, Simone Dell'Unto, Simone Frasca, Dario Fornasari, Chiara Troncarelli, Francesca Luna, Giorgio Gallo, Michele Iannaccone (particolare partecipazione), Salvator Bar.Crescimbeni, Stefano Roselli, Michela Noè, Elisabetta Tiberi (I Corvi), G.D. Danubio, Francesco Cavalluzzo, Luigi Amato


Partecipazioni straordinarie
-Franscesco Bova
-Alessandro Dionisi
-Marco Scali


E-Mail
brotherkitano@hotmail.com
ultimorespiro@fastwebnet.it




permalink | inviato da il 3/5/2006 alle 17:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


3 maggio 2006

Le pellicole del mese

Le pellicole del mese

A cura di Simone Frasca, Riccardo Iannaccone, Francesca Luna, Giulia Marcantoni,Giulio Della Rocca, Simone Dell'Unto

RENT
*

Cast Rosario Dawson, Taye Diggs, Idina Menzel, Adam Pascal, Anthony Rapp, Tracie Thoms, Heather Barberie, Liisa Cohen   Regia Chris Columbus   Sceneggiatura Steve Chbosky, Chris Columbus

Distribuito da SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2006)

Nell'East Village newyorkese, tra il 1989-1990, si snodano le avventure di un gruppo di sconsiderati bohemienne alle prese con la durezza della vita. Roger è un musicista che vorrebbe scrivere testi musicali ma la sua vena artistica si è esaurita dopo il suicidio della sua fidanzata. Neanche l'incontro con Mimi Marquez, una ballerina che vive al piano di sotto, riesce a scuoterlo dal suo torpore e a restituirgli la voglia di vivere e di gettarsi con entusiasmo in una nuova storia. Il coinquilino di Roger, Mark, è anche lui un artista incerto tra arte e business e alla ricerca di un proprio equilibrio e della possibilità di realizzare un film. La sua fidanzata Maureen lo ha appena lasciato per una rampante avvocatessa di nome Joanne. C'è poi Tom Collins, un professore di filosofia, che viene salvato da un'aggressione per la strada dalla persona che stava cercando da sempre: un eccentrico percussionista di strada che si fa chiamare Angel. Mentre il gruppo fa i conti con gli inganni dell'amore, la durezza della vita e l'AIDS, Benny, che ha sposato per interesse la figlia del loro padrone di casa, minaccia di sfrattarli. Ma arriviamo al dunque, e guardiamoci nelle palle degli occhi, del musical premiato con il pulitzer nel 96, cult a broadway, ne è rimasto davvero poco… è forse qui che arriverà a nascere il primo scult dell’anno? Difatti la storia dei bohemien gay, tossici e malati nelle mani di Columbus si trasforma in uno show fiacco e privo di particolari interessi… davvero un film inutile, e non è tanto per dire.

 

L’ era glaciale 2 il disgelo ***

L'era glaciale si avvia alla conclusione e gli animali hanno finalmente l'habitat ideale in cui vivere. Tuttavia, Manny, Sid e Diego si rendono conto che il loro paradiso sta per essere distrutto da un'inondazione provocata dallo scioglimento di una enorme diga di ghiaccio e devono assolutamente trovare il modo di avvertire e salvare tutti gli abitanti della valle. A loro si uniscono anche Ellie - l'unico esemplare di mammuth femmina rimasto al mondo che instaura un rapporto di amore e odio con Manny - e i suoi due 'fratelli' opossum, Crash e Eddie, attaccabrighe e sboccati. Nel frattempo continuano le disavventure dello scoiattolo/topo preistorico Scrat...

Finalmente dopo una estenuante attesa a base di teaser trailer, torna la gang animata dell’era glaciale, la più bizzarra, divertente e commovente, e di sicuro una delle più amate dai giovani… ce la faranno anche stavolta Il bradipo sid, Diego e il mammut Manny a salvarsi dall’insalvabile?      

Il film ulteriormente (come nel caso del primo capitolo) si dimostra scilto ed efficace in ogni sua variante, ricco di citazioni e belle trovate, conquista con semplicità, e con un copione degno della miglior tradizione d’oro Disney, un puro spettacolo per gli occhi, senza dubbio, se si vogliono far due risate, e nel frattempo commuoversi un minimo, questo è un film davvero da non perdere.

 

The Fog nebbia assassina   *

Cast Tom Welling, Maggie Grace, Selma Blair, Deray Davis, Rade Serbedzija, Kenneth Welsh, Adrian Hough, Cole Heppell, Jonathan Young, Sara Botsford   Regia Rupert Wainwright   Sceneggiatura Cooper Layne Distribuito da SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2006

Gli abitanti di Antonio Bay, un piccolo villaggio di pescatori, stanno vivendo un'orribile esperienza a causa di una misteriosa nebbia che sembra contenere una malvagia creatura, seminatrice di morte...

Ehh si, tempi davvero duri per l’horror, se si giunge al rifacimento di un horror di cui non se ne sentiva il minimo bisogno; davvero tempi molto duri, se si conta che questo film… è a tratti ridicolo ed imbarazzante, apparte l’effetto grafico della notte, che su ammettiamo almeno questo, non è poi da buttare del tutto. Rimane il fatto che il film sotto molti aspetti (registico in primis) ha lacune profonde, e non bastano nuove star provenienti dalle galline d’oro serie tv (Tom Welling in testa), a salvare tutta la barca che sta affondando ad una velocità impressionante. Ridateci il primo Dario Argento, e non proferiremo più protesta.

 

 

La famiglia Omicidi ***

Cast Rowan Atkinson, Kristin Scott thomas, Maggie Smith, Patrick Swayze, Tamsin Egerton, Toby Parkes, Liz Smith, James Booth, Emilia Fox, Jack Ryan    Regia Niall Johnson    Sceneggiatura  Richard Russo, Niall Johnson    Distribuito da 01 DISTRIBUTION (2006)

Walter Goodfellow, vicario della comunità rurale di Little Wallop, è cosi impegnato nella scrittura del sermone perfetto da non rendersi conto di ciò che sta accadendo nella sua famiglia: la moglie Gloria, stanca di essere ignorata dal marito e bisognosa di affetto, accetta la corte di Lance, l'istruttore americano di golf, la figlia Holly cambia fidanzato ogni settimana e il figlio Petey è diventato il principale bersaglio dei bulletti della scuola. A rimettere a posto le cose in casa Goodfellow arriva Grace Hawkings, un'anziana governante che ha dei metodi particolari per risolvere tutti i problemi...

Una riuscita spassosissima commedia all’inglese imbevuta di humor nero che rimembra a noi spettatori la miglior black comedy anni 50’. Un susseguirsi di scene ben orchestrate ed un cast particolare e ben coeso, che vede la sublime Maggie Smith come punta di diamante dell’orchestra; un attrice fantastica, che ancora oggi, riesce a regalare interpretazioni di un livello notevole. Senza dubbio una pellicola che merita una visione… in un mese in cui le uscite hanno lasciato molto a desiderare.

 

Se solo fosse vero   ***

Cast Reese Witherspoon, Mark Ruffalo, Donal Logue, Dina Spybey, Ben Shenkman, Jon Heder, Ivana Milicevic, Rosalind Chao, Chris Pflueger, Kerris Dorsey   Regia Mark Waters   Sceneggiatura Leslie Dixon, Peter Tolan   Distribuito da UIP (2006)

David, non appena si trasferisce nel suo nuovo appartamento di San Francisco, si 'scontra' con Elizabeth che sostiene di essere la legittima proprietaria della casa. Elizabeth, però, è in realtà lo spirito di una donna da lungo tempo in coma....

San Francisco, un appartamento in affitto, un giovane archittetto depresso (un bravissimo Mark Ruffalo) e la coinquilina (la fresca di Oscar Reese Witherspoo) di quel appartamento che in qualche modo gli è legata, come il destino desidera.

Il film di Mark Waters funziona grazie alle buone prove dei due protagonisti e allo scipt rivisto di Lesli Dixon, e se si considera che le effusioni amorose non sono così invadenti ( e che sulla vicende si stendono argomenti veri trattati con grazia) si può con felicità affermare che il tentativo di portare sul grande schermo una commedia romantica e brillante meno scontata del solito, si può dir riuscito.

 

Rischio a due  ***

Cast Al Pacino, Matthew Mcconaughey, Rene Russo, Armand Assante, Jeremy Piven, Jaime King, Kevin Chapman, Ralph Garman, Gedde Watanabe, Carly Pope  Regia D.j. Caruso   Sceneggiatura Dan Gilroy Distribuito da UIP (2006)

Walter Abrams ha una grande passione, il gioco d'azzardo, che lo ha portato a diventare un pronosticatore di scommesse. Abrams agisce in vista della sua incredibile sete di potere. Sulla sua strada si pone Brandon Lang, un ex giocatore di football che ha dovuto rinunciare alla carriera sportiva a causa di un infortunio. Brandon ha un talento eccezionale: riesce in ogni occasione a pronosticare con esattezza il risultato di una partita di football. Quando, a corto di denaro, Brandon lascia Las Vegas per approdare a Manhattan, si ritrova a "lavorare" per Walter. Il mondo insignificante di Brandon si scontra con l'avidità di Walter: l'ingenuo ragazzo di provincia dovrà sapersi ritagliare uno spazio per lui.

Vibra te, avvolte anche troppo, non originalissimo, ma ben strutturato e recitato… e poi… Al è sempre Al, e non c’è niente che tenga; il tutto per un film che va oltre la sufficienza, ma che alla lunga non si può propriamente centrare come un cult, o un gran film…

Tristano & Isotta *1/2

Cast

James Franco, Sophia Myles, Rufus Sewell, David O'hara, Mark Strong, Henry Cavill, Bronagh Gallagher, Ronan Vibert, Lucy Russell   Regia Kevin Reynolds   Sceneggiatura Dean Georgaris   Distribuito da 20TH CENTURY FOX ITALIA

Gran Bretagna. Dopo la caduta dell'Impero Romano, nella penisola Britannica regna il caos. Gli Angli, i Sassoni e gli Iuti hanno occupato il lato est, mentre i popoli ad ovest sono dominati dal re irlandese Donnchadh. E' qui che il giovane Tristano, rimasto orfano dopo un attacco degli irlandesi, è cresciuto sotto la protezione del nobile Lord Marke, Signore del villaggio che ha perduto una mano in battaglia e che si affida all'ardore del suo giovane protetto per difendere il suo territorio. Durante un'azione di guerriglia contro gli invasori, Tristano è ferito gravemente e, ritenuto morto, viene messo a bordo di una barca e lasciato andare in mare aperto secondo il cerimoniale funebre vichingo. L'imbarcazione giunge sulle coste d'Irlanda dove Tristano viene salvato da Isotta, una principessa irlandese della famiglia di re Donnchadh. I due s'innamorano e vivono felicemente lontano dai tumulti che stanno sconvolgendo i loro paesi, finché Tristano è costretto a tornare in patria. Nel frattempo, re Donnchadh, per aumentare l'astio tra le tribù inglesi, indice un torneo il cui premio in palio per il vincitore è la mano di Isotta, così colui che sposerà la ragazza sarà legato al regno di Irlanda. Impossibilitato a combattere, Lord Marke manda in sua vece Tristano che vince la competizione. Per il bene della pace e del futuro dell'Inghilterra, Tristano e Isotta sono costretti a mettere da parte il loro amore, ma la passione e i sentimenti che provano l'uno per l'altra si rivelano troppo difficili da sopire.

Dopo le “Crociate” Scott rispolvera ancora senza successo le leggende che hanno infiammato i nostri sogni in passato… il risultato è frigido e scandente, con un Reyenolds alla regia che ci riprova a mo di Robin Hood (essendosela cavata non male con questo)ma scadendo sul più bello, facendoci notare come alla fine dei conti tutto torni, e si dimostri come non essendoci qui il genio di Wagner la storia sprofondi in un mare di banalità, con personaggi appena abbozzati (chiudiamo entrambi gli occhi per le performance recitative), sequenza di duelli inguardabili,  e ricercatezza di dialoghi, stile soap opera… peccato davvero un gran peccato.

 

Scary movie 4   **1/2

Cast Anna Faris, Regina Hall, Craig Bierko, Simon Rex, Carmen Electra, Leslie Nielsen, Shaquille O'neal, Bill Pullman, Michael Madsen, Charlie Sheen   Regia David Zucker   Sceneggiatura Jim Abrahams, Craig Mazin  Distribuito da BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA

La fatua e bellissima Cindy Campbell, trova lavoro come assistente domiciliare in casa di un'anziana signora che vive in un villaggio. Accompagnata da Brenda, sua amica da sempre, Cindy cerca di iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Nella casa vicina a quella in cui lavora, vive Tom Ryan insieme al figlio e tra lui e Cindy sorge una tenera amicizia. Quando il paese viene travolto da una terribile tempesta, Tom scopre un gigantesco buco nel terreno adiacente alla sua proprietà e si trova a dover fronteggiare insieme a Cindy un'invasione aliena della Terra: Li aiuta soltanto il fantasma di un bambino che vaga per la grande casa alla ricerca di chi lo abbia ucciso e del perché. Ancora una volta Cindy e Brenda dovranno svelare un terribile segreto...

Oramai sono due film che la mano è passata dai Wayans (il primo Scary era bellissimo) a Zucker e con rammarico va detto che la serie ha preso una piega non entusiasmante; ma nonostante tutto comunque si ride, per alcune battute, o meglio per alcune prese per il ….. di film che ci hanno terrorizzato, conquistato e fatto piangere (da Saw, a La Guerra dei Mondi, Million Dollar Baby e cosi via…) il tutto tra un pioggia di guest star (c’è anche Micheal Madsen la Iena) e colpi in testa.

Icone pop, musiche del momento… non tutto ciò che luccica è oro, ma fino a quando gli incassi reggeranno, la serie andrà avanti… e su questo siamo tutti avvisati.

 

Il regista di matrimoni ***

Cast Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Sami Frey, Gianni Cavina, Maurizio Donadoni, Bruno Cariello, Simona Nobili, Caludia Zanella, Corinne Castelli, Silvia Ajelli  Regia Marco Bellocchio  Sceneggiatura Marco Bellocchio  Distribuito da 01 DISTRIBUTION (2006)

Un regista, Franco Elica, è messo in crisi dal matrimonio della figlia con un fervente cattolico e dalla necessità di dover girare ancora una volta una versione dei Promessi sposi. Decide così di partire per la Sicilia alla ricerca dell'ispirazione che sembra aver perso. Lì ritrova un suo amico di vecchia data, anche lui regista, che si spaccia per morto nella speranza di raggiungere la fama che finora gli è stata negata. Incontra anche un uomo che vive realizzando le riprese dei matrimoni. Conosce anche il principe Gravina di Palagonia, un nobile spiantato che gli propone di dirigere le riprese del matrimonio della figlia Bona. Franco si innamora subito della giovane e bellisssima ragazza e si propone di riuscire a evitarle di contrarre un matrimonio di convenienza.

Film n.23 per Belloccio, che qui compie inversione di marcia, tornando all’amore, al sogno, al potere dell’immago… un film ad enigmi e inganni, una perla da decifrare, e malgrado la sua bellezza di fondo, da criticare e rivedere più volte; senza dubbio una delle migliori opere italiane dell’anno, un film profondo e spesso, girato benissimo e con un Castellino gigante sopra  a tutti.

Qui Bellocchio spadroneggia con il linguaggio e la macchina da presa, gioca, si diverte e soffre; mette a confronto arte e società, ma non solo, tra lirismi e convulsioni lascia tutto aperto, forse nella speranza che ognuno trovi le proprie risposte; insomma da non perdere, anche solo per uscire dalla sala e affermare:”Ma cosa mi voleva comunicare?

Firewall   **

Cast Harrison Ford, Paul Bettany, Virginia Madsen, Robert Patrick, Robert Forster, Alan Arkin, Jimmy Bennett, Candus Churchill   Regia Richard Loncraine   Sceneggiatura Joe Forte Distribuito da WARNER BROS. ITALIA

Jack Stanfield, specialista in sistemi di sicurezza informatici per le banche, lavora da anni per la Landrock Pacific Bank di Seattle. Ha consacrato tutta la sua vita a progettare un sistema così sicuro da risultare inattacabile e in grado di bloccare qualsiasi attacco di hackers ai depositi della banca. Funzionario di alto livello, si è costruito un universo tranquillo in cui godersi la cosa che ama di più: la sua famiglia. Jack vive insieme a sua moglie Beth e ai loro due figli in una bellissima casa in riva all'oceano. Quello che non sospetta è che un criminale, Bill Cox, sta monitorando da un anno la loro vita. Bill, per mezzo di microfoni e videoregistratori conosce perfettamente la famiglia Stanfield, le loro liti, le malattie che hanno avuto, il nome dei loro amici e il codice del sistema di sorveglianza che protegge il comprensorio. Quando un giorno Bill penetra nella casa di Jack con alcuni complici e sequestra la sua famiglia, è l'inizio di un incubo. Quello che il criminale chiede è di trasferire su uno dei suoi conti 100 milioni di dollari, cancellando poi ogni traccia della sua esistenza. Jack dovrà trovare una falla nel suo perfetto sistema informatico, in una gara contro il tempo, ma ormai non ha niente da perdere...

 

False Verità   **

Cast Kevin Bacon, Colin Firth, Alison Lohman, Sonja Bennett, Rachel Blanchard, Kristin Adams, David Hayman, Shannon Lawson   Regia Atom Egoyan   Sceneggiatura Atom Egoyan

Distribuito da FANDANGO

Giornalista, decide di indagare sulla separazione della famosa coppia di intrattenitori 'Lanny & Vince'. Stati Uniti, anni '50. Nella camera d'albergo di Lanny Morris e Vince Collins viene ritrovato il cadavere di una bella ragazza morta in circostanze misteriose. Entrambi hanno un alibi di ferro e quindi non vengono accusati né perseguiti, ma di comune accordo decidono di intraprendere carriere separate...

Una coppia alla Lewis /Martin, il suo successo, infine il suo declino, tra noir, delitti, e scene spinte, il film di Egoyan punta troppo in alto, finendo per incartarsi con le sue stesse lame affilate (una storia efficace che alla lunga è troppo boriosa, e due bravissimi attori, che sul finire perdono smalto fino a sprofondare sull’inutile ricercatezza…) il film per nostro grande dispiacere non possiede dolcezza e lucidità, non è diretto con grazia (dopo metà film i campi medi sono uno strazio per gli occhi) e manifesta tanta complessità alla pari dell’inopportuno compiacimento, da salvare un grande Kevin Bacon e l’intenzione (e qui sono stati davvero bravi) di proporre una nuova idee, e non il solito noir che ha invaso le nostre sale da ormai un vent’ennio; al prossimo tentativo, chi sa che non saremo meravigliati di fronte al nuovo capolavoro della storia del cinema.

 

 

 

 

 




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