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12 ottobre 2006

Profezie del nuovo millennio

Ante-scritto: Questo pezzo che ci è stato mandato ormai alcuni mesi fa da una ragazza che non fa parte della nostra redazione, abbiamo deciso di postarlo ora perché a nostro avviso quantomai attuale e ben scritto… e poi fa ricordare! il che non è male.

La Redazione

 

La Storia siamo Noi

Non c'è bisogno di essere politicanti per capire la difficile situazione nella quale verte l'Italia di oggi, certo, che divisa a metà non sa quali sorti saranno le sue ne cosa aspettarsi dal nuovo governo. Alla Camera ha vinto L'Unione e per quel che riguarda il Senato il voto degli italiani all'estero risulterà decisivo per capire a chi spetterà la maggioranza dei sei senatori in palio e siamo, spero, tutti in trepidante attesa.

In realtà questa spaccatura mi dà molto da pensare, mi lascia decisamente dubbiosa questa distanza tanto impercettibile fra le due opposte fazioni, non so bene a cosa attribuirla. Sarà l'inizio di qualche grande cambiamento che ci avvicinerà alla Grosse Koalition tedesca, ma mi accontenterei anche di un dialogo più civile, oppure una nostra leggerezza nell'attribuire importanza all'evento? Insomma l'Italia avrà votato in maniera consapevole?
Sull'affluenza alle urne non si può muovere alcun tipo di critica siamo, noi italiani, malati di una grave sindrome di protagonismo che oltre a buttarci in televisione vestiti solo di prosopopea e imbecillità e da Feltrinelli a comprare il libro di Di Canio ci vede anche andare a votare come stessimo giocando a mosca cieca, solo che al posto del semplice tocco della mano abbiamo una matita e al posto dell'amico abbiamo una scheda sulla quale scarabocchiare qualcosa, tipo un simbolo.

Non voglio certo elevarmi a qualcosa che non sono, sia ben chiaro, anche perché colei che scrive fa parte di quella grossa fetta di "indecisi" che in realtà sono anche coloro che, per la stragrande maggioranza, hanno lasciato da parte la politica o per la quale non hanno mai nutrito alcun tipo di interesse e che oggi si trovano a dover fare i conti con la loro manifesta ignoranza. Devo essere sincera non mi sono mai sentita in grado di affrontarlo questo mostro sacro, ho sempre guardato ad esso come ad una sponda inavvicinabile e non mi sono mai neppure imbarcata, ma paradossalmente ora mi trovo naufraga proprio in questo mare nel quale non mi sono voluta bagnare.

Quante volte vi sarà capitato di imbattervi in uno degli abitanti, per scelta o per difetto, dello Stato del "Macheneso'"? Uno di quei personaggi simpatici o meno, presuntuosi o meno che interpellati riguardo a qualsivoglia argomento a sfondo politico, economico, sociale e nei casi peggiori anche di cronaca risponde con un sorriso beota, con un patetico “non ho avuto tempo di..." o ancor peggio con un commento retorico che con la domanda ha molto poco a che fare, tanto banale da rivelarsi saporito come un piatto di zucchine bollite.
Si, proprio quelli che non leggono un giornale per anni e che quando si presenta il momento giusto sfoggiano il loro profilo migliore e improvvisano un agghiacciante siparietto con i trafiletti letti nella sala d'attesa del dentista.
Vorrei poter dire che sono lontana da loro, che posso sostenere una conversazione anche su questi temi, ma non è così e sono tanto pungente in questa denuncia proprio perché mi sento investita dalle mie parole in prima persona. Tante troppe volte ho sentito uscire dalle bocche di chi mi circonda parole sconnesse a formare frasi incompiute parti di concetti tanto farraginosi e articolati quanto facilmente ribaltabili (mhaaa prendo fiato), vista la poca preparazione di chi li fa. Vorrei che iniziassimo ad essere più responsabili, che ci decidessimo ad aprire gli occhi per accettare il fatto che lo Stato siamo noi e le sue vittorie le nostre vittorie e le sue sconfitte le nostre sconfitte...                                  
Federica Carbone




La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti
a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perché è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perché nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano. 

La Storia 
Francesco De Gregori

 




permalink | inviato da il 12/10/2006 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


5 giugno 2006

Fatti di Calcio

Consigli per una serata di mezza estate

12/06/2006 ore 21.00 Cinema

17/06/2006 ore 21.00 Teatro

22/06/2006 ore 16.00 Concerto

 

 

Perché cari amici proprio queste date e questi orari… per arricchirci di cultura e svagarci ????

Ma perché in queste date e in questi orari in TV c'è la

Vostra (o loro) nazionale, quella composta da:

-  Cannavaro (grande capitano che si buca ridendo in diretta tv e che non legge i giornali per non sapere degli scandali bianconeri);

-         Buffon (a cui non basta il misero stipendio da impiegatuccio del calcio per tirare avanti e deve arrotondare con le scommesse);

-         Del Piero (ingrassato, dimagrito, ingrassato, dimagrito ma sarà la reclame dell'acqua o sarà qualcosa che prende con l'acqua?);

-         Iaquinta (vedi Buffon)

-         Zambrotta (vedi Del Piero )

-         Camoranesi (assassino dei campi di calcio, lasciato a piede libero da arbitri compiacenti);

 

Allenati da:

-         Marcello Lippi (cotanto padre di cotanto figlio indagato GEA) che non cambiava il sistema dal di dentro (adesso abbiamo capito bene il perché).

 

E allora a scanso di tentazioni patriottiche lecite e giustificate:

Andate e moltiplicatevi (che è molto più divertente.)

 

Fidatevi di Vecchio Lupo!

 



Parliamo di calcio

Raramente mi avete visto parlare di sport, nel mio blog. Ora però che il mondo del calcio, lo sport "più amato dagli italiani", è squassato da una tempesta di proporzioni bibliche, credo che dovrei dire due parole in merito. Anche perché il mio rapporto con il calcio è piuttosto complesso.

Se mi chiedete per che squadra tifo, vi risponderò "Juventus". Tradizione di famiglia, sano sangue piemontese, Juventus. Non ci piove. Il mio punto di vista su tutta la faccenda-scandalo di questi giorni, però, non è semplicemente quello di una tifosa delusa, o arrabbiata, o indignata. E' una faccenda più complicata, e per farvela capire devo raccontarvi un po' del mio passato.

Per parecchi anni, tra le scuole medie e l'inizio dell'università, sono stata davvero una tifosa appassionata. Già, state parlando con una di quelle (poche?) donne che sanno cos'è un fuorigioco, un trequartista, uno schema. Una delle (poche?) donne che vi sanno raccontare le emozioni della finale mondiale 1950, Uruguay vincente e trionfale sul Brasile – perché mi leggevo libri che raccontavano queste cose. Ricordo ancora l'emozione di uno Juventus-Glasgow al Delle Alpi, Champions League 1995-96. Ricordo le due o tre puntate che ho fatto, nel corso di quegli anni, al ritiro estivo in Val d'Aosta. Già, "quegli anni". A costo di scadere nella retorica, li posso davvero chiamare gli anni della mia "innocenza calcistica". Anni in cui per me il calcio non era solo un gioco, era uno "sport" nel senso più nobile del termine, quello che l'aggettivo "sportivo", inseguito da tanti commentatori e invocato con nostalgia, può davvero rendere: sano agonismo, lotta, fair play, nobiltà del sudore. Già, molto retorico, soprattutto a pensarci oggi. E molto stupido, anche.

E' da alcuni anni, ormai, che mi sono "disintossicata" dalla febbre del calcio. Il che non significa che prima non fossi una "vera tifosa", o che abbia "tradito": questi termini, semplicemente, non si adattano più a questo calcio. Già, è questo calcio che mi ha fatto completamente disamorare. Lo so, sto sempre più scivolando nel baratro dello scontato, ma purtroppo è proprio questo che devo raccontarvi. Di come abbia cominciato a stufarmi di sentire sempre e solo parlare di moviole e arbitri, e mai di azioni e vero "gioco giocato". Stufa dei giornalisti che urlano, stufa delle lamentele - e non perché spesso riguardavano la "mia" Juve, perché di queste lamentele il calcio italiano è zeppo ovunque e ad ogni livello. Stufa, poi, del fiorire esuberante e soffocante di sponsor, pubblicità ed etichette. Stufa del ridicolo carosello delle maglie rinnovate di anno in anno (anche a costo di risultati cromatici disgustosi e che poco avevano a che fare con i veri colori dei diversi club), così che i tifosi collezionisti ogni anno dovessero comprarsene una. Stufa dei cartelloni pieni di marchi e loghi di auto, prosciutti, vestiti, scarpe e tutto il resto, davanti ai quali era diventato obbligatorio fare le interviste (con scene paradossali di giornalisti che inseguono calciatori e allenatori, seguiti da omini che arrancano portando a mano i suddetti cartelloni). Stufa di non poter più parlare solo di "serie A", ma di sentire sempre aggiungere a quell'espressione così chiara e semplice il marchio dello sponsor. Anche lì.

Ci sono stati anche altri fattori, più personali, che mi hanno portato ad allontanarmi da questo mondo. Un po' la vedo come un'evoluzione naturale cui sono andata incontro nel corso degli anni. Adesso, mi mette tristezza vedere a volte ragazzi e adulti che quasi vengono alle mani per discutere di qualcosa che, di sport, non ha più molto ormai. Il calcio non è altro che uno dei tanti circhi che distraggono la gente, come il Grande Fratello e la girandola dei gossip - retorico (vi avevo avvisato), ma vero.

E dunque, come vedo tutto lo scandalo Moggi, le scommesse, le intercettazioni eccetera eccetera? Seguo la vicenda senza troppa passione, se devo essere sincera; mi sento un po' come lo spettatore seduto sulla riva del fiume, che si limita ad osservare quali detriti porta la corrente. Sinceramente, non mi importa più molto se questo o quest'altro campionato sono stati "rubati". La mia impressione però è che tutti già sapessero - tutti: giocatori, arbitri, dirigenti. Tutti, di tutte le squadre. Non so perché così all'improvviso il sistema è saltato per aria, ma mi sembra la fiera dei segreti di Pulcinella. Non so cosa diranno i magistrati alla fine - si rivoluzionerà tutto o finirà con tante scuse a tarallucci e vino? Non lo so. Quello che è certo è che uno smacco, uno scandalo, una figuraccia del genere non verranno dimenticati facilmente - almeno da quelle persone e da quei tifosi che hanno ancora abbastanza testa da non farsi ingolfare il cervello di pubblicità. La tempesta passerà, alcune teste cadranno, quindi tutto ricomincerà - più o meno uguale a prima. E sì, si cercherà di scordare e far scordare - bisogna solo vedere se ci riusciranno.

 Di Aislinn

 

 

  "Non ci posso Credere"

 

Come diceva il buon Aldo Baglio, battendosi il palmo delle mani sul viso, Moggi inquisito per corruzione degli arbitri?

 

Come diceva lo striscione a Firenze: da te non me l'aspettavo!!

¨     Quindi quello che per anni noi tifosi piagnoni e invidiosi dicevamo dopo qualche partita strana era vero?

 

¨     Quello che diceva il perdente Zeman, all'interno del sistema, non era da terrorista o mafioso ma Reale?

 

¨     Quindi quello che ogni tanto qualche giocatore coraggioso o incosciente provava a dire a prezzo di multe o squalifiche (ultimi Totti o Figo) non erano fantasie?

 

¨     Allora oggi ridateci la voglia di vedere un  calcio pulito - Cacciateli Tutti!!

 

¨     Tutti Chi?

 

¨     Gli Arbitri attuali e i loro capi perché complici!

 

¨     Il vertice della Federcalcio e della Lega perché, informati e ignavi, non sono voluti intervenire!

 

¨     I Procuratori disonesti che non fanno gli interessi dei giocatori!

 

¨     I Giornalisti ossequiosi e prezzolati che oggi si scagliano contro quelli che loro sapevano essere corruttori! (ma ieri dove eravate?)

 

E oggi come ieri un solo grido : W Zeman e lo Sport pulito!

 

                                                                                                              Vecchio Lupo

 

 






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15 maggio 2006

Pure la Hilton?

 

 

 

One Night in Calcutta: Paris Hilton sarà Madre Teresa?

 

Un regista indiano ha offerto il ruolo all’ereditiera,  ammirato dal suo ‘no’ a Playboy…

 

Non è difficile immaginarsi Paris Hilton proferire l’esclamazione “That’s hot!” (“Figo!”), il cui copyright è oramai nelle sue mani di ereditiera più folle del globo, alla notizia shock che un regista la vuole niente meno che per il ruolo di Madre Teresa di Calcutta.

Come sia mai balenata questa idea nella mente del regista indiano T. Rajeevnat non facciamo nemmeno la fatica di chiedercelo, perché se la sua pensata sia assurda la sua risposta, più pronta ai perché della stampa mondiale, primi su tutti il “The Sun”, che ha pubblicato la notizia, è quasi surreale.

Pare che il regista indiano sia rimasto colpito dal rifiuto della Hilton alla proposta di Hug Hefner di posare nuda per Playboy. L’opinione che nel mondo si ha della rivista erotica più famosa non è possibile conoscerla ma sono certa che se dovessi scegliere tra il dichiarare artistiche le foto delle prosperose conigliette o il video autoprodotto “One Night in Paris” non avrei dubbi sull’optare per Playboy che sulle sue pagine ha visto spogliarsi come fossero sempre mesi caldi numerose star.

Se il nome della suora albanese beatificata da papa Wojtyla il 19 ottobre 2003 suona discordante con quello della giovane rampolla Hilton, altrettanto incoerente ci sembra il rifiuto mascherato di castità della ragazza che in più di un’occasione ha fatto mostra della sua ‘biancheria invisibile’.

Paris o no il film comunque si farà con un budget intorno agli 11 milioni di dollari, musiche curate da Pandit Ravi Shankar e tonnellate di pubblicità che l’opera non ancora iniziata già si porta dietro grazie al suo acuto regista.

 

Michela Noè




permalink | inviato da il 15/5/2006 alle 15:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


6 marzo 2006

è... Beppe Grillo

Beppe Grillo

Pillole di una sconcertante verità

           

 

Questa è lo società che vogliamo, e non facciamo niente per cambiarla, la accettiamo, ci omologhiamo, la desideriamo… divenendo nient’altro che schiavi!

Una società fatta di violenza, corruzione, pop corn al cinema, di velocità... non più la vera società di una passeggiata in riva al mare!

Credete che esista libertà? Credete che questa sia democrazia? Beh… se la pensate così devo correggervi… vi state sbagliando!

“Il Maccartismo non è finito” , loro ci fanno credere di essere un popolo libero, invece ci controllano come schiavi, con l’ambiguità, con doppi giochi vani e melliflui… cercando la nostra paura… perché ciò che gli permette di essere RE ai nostri occhi… sono la nostra paura, e la nostra ignoranza… ne hanno bisogno… ce la tirano fuori… perché? Perché se non lo facessero… non sarebbero loro a governare questo mondo malato.

Ora la parola, ad un uomo che può spiegarvelo (sinceramente) meglio di me, per quanto riguarda il resto; ci vedremo il prossimo mese…

 

L’Economia:

“Economia? l’Economia? Oramai ce ne siamo andati!”

 

“Signori, noi… in 30 anni ci siamo giocati tutto, ci siamo giocati le macchine!... le macchine, le macchine macchine, le macchine; cazzo, io lo dicevo 12 anni fa! La Fiat, attualmente ha il doppio dei debiti della Parmalat! IL DOPPIO! Fanno gli splendidi… Ginevra; poi adesso c’è anche la nuova generazione quella dei Lapo, Lopo, Lupo, Lempo… che a Ginevra sentite… hanno esposto la nuova CROMA… di nuovo ‘sta cazzo di CROMA? Ma non ce la leveremo mai dai coglioni sta Croma?

HANNO IL DOPPIO DEI DEBITI… CAPITO? HANNO FINITO DI FARE MACCHINE 12 ANNI FA! E i sindacati dove erano quando hanno mandato via Aghitella, che faceva la Uno, che faceva il meccanico, che ci capiva di motori! CHE FACEVANO??!!!

E Romiti? Caz.. Romiti, Romiti, Romiti bisognerebbe studiarlo… è invece… è proprio lui che va a parlare di economia CAZZO, ai ragazzi universitari, ma è possibile? ROMITI è UNA CATTASTROFE UMANA!!!!

STA ALLA FIAT… FALLISCE IL SETTORE AUTO!

VA NEL SETTORE TESSILE… FALLISCE IL SETTORE TESSILE!

VA NELL’EDITORIA… FALLISCE L’EDITORIA!

VA NELLA FINANZA CON LA GEMINA… FALLISCE ANCHE QUESTA!

 

Nel frattempo fa un figlio (bisognava castrarlo da piccolo), lo mette all’IMPREGILO… la più grande società di costruzioni d’europa… STA FALLENDO ANCHE QUESTA!!!”

 

“La paghetta degli imprenditori è salita di 140 volte

Lo stipendio degli Operai si è dimezzato di un terzo!

Questa non è economia, non è capitalismo, il capitalismo non c’entra niente”

 

“Questa è la nostra economia, l’economia che se ne è andata 30 anni fa, ci siamo giocati le macchine, la siderurgia, la chimica, ci siamo giocati l’informatica… Noi un tempo avevamo industriali con i coglioni veri, avevamo l’informatica… e gli Americani venivano da noi per capire cosa fosse questa cazzo di informatica… Avevamo Piaggio (160 mil. di vespe nel mondo)… FINITI, OGGI… SIAMO FINITI”

BEPPE GRILLO

 

 

GLI STILISTI:

 

“Tutti pieni di debiti! Il made in Italy! Il polo dell’uso!

Gli stilisti… gli stilisti… dovete smetterla con questi stilisti! SMETTERLA!!!

Sono pieni di debiti, c’è la Versace che è piena di debiti fino al collo e non sa neanche parlare italiano, e parlava della borsa in calabrese… dicendo – Mancu li cani… Mancu li cani.

 

 

Prada!!!!!!! Prada… Borsette da 2MILIONI, in centro, le ho viste io, 150 milioni per una stringa d’oro cazzo! Prada, Prada, Prada…

Sai come è nata la storia tra Bertelli e Miucci (Prada)..? come e dove si sono conosciuti? La forza di una nuova coalizione?...?...

…In un processo  per falso… di lui, che falsificava per tutta Italia prodotti Prada!... e lei? Lei era Prada!

Si sono conosciuti, e si sono detti… perché farci concorrenza?

Ci sposiamo, li facciamo insieme e lo mettiamo nel culo a tutti!

 

Questa è la verità! non cercate i falsi, i falsi servono solo per metterla in culo a quei poveri marocchini che rompono il culo agli esercenti.

 

I falsi li fanno le aziende, se li riproducono, fanno fare agli artigiani 30 mila pezzi – poi se ne fanno fare 50 mila in nero e se lo producono loro… il FALSO!

 

E’ TUTTO UN FALSO, E’ FALSO… TUTTO TUTTO TUTTO!

Per esempio io sto a 3 cm da te… e tu mi guarderesti più volentieri in TV! Perché? Perché tu credi io sia più vero lì… Sei più tranquillo guardandomi lì, perché è l’immagine che vedono tutti… ma porca puttana…GUARDAMI NEGLI OCCHI… IO SONO QUI!!!!”

BEPPE GRILLO

 

 

 

 

Tecnologie morte:

 

“Tecnologie vecchie! Morte! Come il digitale terrestre… MORTO, MORTO!!! Morto!!!

E tutto per vederci una partita di calcio a 3 euro. Basta, Basta, BASTA, BASTA col calcio! Il calcio bisogna cominciare ad odiarlo! ODIARLO! Non è più quello di un tempo.”

 

“Siamo in mano a gentaglia…

Sapete cosa è riuscito a dire una volta l’ex ministro Gasparri, l’ultima volta che sono intervenuto a Striscia… in Tv – ‘Ricci, ha permesso a Grillo di parlare così di me, dovete stare molto attenti tutti e due, perché io sono un vindice…-  quelli che ti ributtano la sfiga con gli interessi –  e poi aggiunse – “pensate, che un giornalista di Antenna3 sei mesi fa ha parlato male di me… è’ MORTO’ - Il gabibbo con le mani nei oiglioni!

Ma vi rendete conto che ministri che abbiamo? Fattucchiere con l’esaurimento nervoso!”

BEPPE GRILLO

 

 

J.P.S

Grazie per l’attenzione, al prossimo mese, si spera…

 




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6 marzo 2006

Salem? Un Ricordo...

 

 

Salem? Un Ricordo!

Ora solo inganni e…

 

perdizione

 

Anno 2020, un terra inaridita, rarefatta, perduta, aria irrespirabile, ossigeno… come non esistesse, un andare avanti schiavizzato, ed irreprensibile, l’angoscia per i sensi.

Luoghi oscuri, vie senza un nome, non più un raggio di sole che carezzava il nostro volto;  non più la bellezza e il suono del mare, la coscienza di essere vivi.  Neanche più l’ombra di un mattino, di un meriggio… di un caldo tramonto. Solo lo sguardo nudo della morte.

Ogni sera svegliarsi, e vedere sempre lo stesso mondo, sciatto, vuoto, marcio, nero!

Mi alzavo, scendevo in strada, e vedevo ciò che credevo  essere impossibile…  giunto fino a noi, reso normalità, cullato e protetto come un tenero fiore… stupratori, che picchiano e scopano ragazze indifese con legittima tranquillità senza che nessuno li blocchi e imbucando il loro sesso come se fosse gioco e divertimento; pedofili incuranti e comodi nello svolgere i loro sogni più repressi; droga e spaccio culmine e centro di una società in degrado…

Quadri bruciati, neanche più l’ombra di un Vermeer o Rembrant; musica abolita dal più dolce e saporito Mozart al più incalzante Jazz o Hip Hop sfrenato. Libri cancellati, come non fossero mai esistiti… e chi lo vide più un profondo Manzoni.

Annullamento dell’ordine scolastico, gioia di arte e cultura; donne ridotte a mezzo privato dell’uomo, battone a iosa sparse in ogni via, come semi da far riprodurre in campi sterminati di terra da coltivare tra sperma e sangue.

Bambini nutriti via endovena, spacciatori da padroni…

Solo violenza, sangue, stupro e spruzzo, il buio come luce suprema di un mondo da dominare, loro i nostri padroni, gli artefici di tale quadro, dai colori vividi e incancellabili, sinfonia massima della gerarchia umana, a guardare tutto, come un enorme grande fratello da tenere sotto occhio… un mondo da controllare, sfruttare, un mondo da far loro… in modo che siano padroni… e il resto di ciò che resta dell’uomo…SCHIAVITU’!

Nuovo fascismo? Potere autarchico?  gioia dell’antidemocrazia? Dittatoriato del nostro futuro?

No…

Semplicemente il nostro mondo…

 

E loro…? E i tanto nominati LORO?  Beh non siamo altro che NOI … e la loro fermezza… la nostra irrefrenabile gioia di giungere a ciò che ogni uomo non uomo desidera di più al mondo…  potere…  male, il gusto dell’oscuro…

 

Movimento Fotte la paralisi                                                                

 

 

Giacomo Danubio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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16 dicembre 2005

CACOFONIA

La musica - Un(a p)arte della vita

 

Mi trovo leggermente in difficoltà ad affrontare il discorso della musica in un territorio non suo, vale a dire quello del grande schermo.

Questo può sembrare strano essendo, musica e cinema due arti che hanno, fin dalle prime proiezioni cinematografiche, viaggiato sempre mano nella mano, ma io, profondo appassionato di musica e spettatore incallito (pur non essendo un tecnico), mi trovo leggermente in difficoltà… ma ci provo!

Lasciando da parte le orchestrine che accompagnavano le proiezioni nei nickelodeon, che comunque davano un respiro maggiore alla visione dei primi cortometraggi, e prendendo in esame la storia più recente del cinema posso facilmente affermare che un grande film è tale grazie soprattutto (qui sono di parte…) alla sua colonna sonora.

 Con il termine colonna sonora intendiamo riferirci all'audio di un film. In termini di formati cinematografici, la colonna sonora è l'area fisica della pellicola dedicata a registrare il sonoro sincronizzato.

Il termine è comunemente usato per riferirsi semplicemente alla musica di un film, e/o all’album che contiene le musiche.

Alcune colonne sonore, o alcune canzoni da queste estratte, sono rimaste memorabili nella storia del cinema, e alcuni sodalizi celebri tra compositori e registi hanno finito per diventare tratto distintivo della filmografia di questi ultimi: si pensi a Rota per Fellini o Morricone per Leone.

 

Da qui potrei citare almeno una cinquantina di autori di colonne sonore di film eccezionali o anche colonne sonore eccezionali di film meno entusiasmanti ma non ci sono secondo me, sempre perché sono di parte, colonne sonore che hanno rovinato un film.

 

Scontato è parlare di Ennio Morricone, Nino Rota, Nicola Piovani o Alan Silvestri Maestri che hanno messo la propria arte al servizio del cinema, Maestri ai quali si chiede un arduo lavoro; quello di far suonare le immagini, di accompagnare lo spettatore alla visione di un film e di cullarlo… sì cullarlo; perché, dite la verità, alla visione di “C’era una volta in america” non vi siete sentiti cullati dalla musica che risuona durante le immagini? E le emozioni…

Una musica da film, se fatta bene, se sa sposarsi bene con le immagini e l’idea del regista, riesce a darci emozioni infinite: pensiamo ad un artista come Mike Oldfield che con le sue “Tubular bells” de “L’esorcista” ci fa ghiacciare il sangue nelle vene, oppure alla carica che ci danno Hans Zimmer e Lisa Gerrard con le loro splendide composizioni per “Il Gladiatore”.

Per non parlare poi dei vari musical che hanno fatto la storia del cinema: da “Jesus Christ Superstar” a “The rocky horror picture show”, da “Tommy” alle varie brillantine e febbri del sabato sera, roba da far ballare anche i tavoli! Ed infine da bluesman incallito, come potrei mai dimenticarmi de “The blues brothers” uno dei music-film più straordinari di tutti i tempi.

Il rapporto stretto tra le due arti è sicuramente legato da alcuni aspetti comuni che hanno musica e cinema:

 

   In primis la potenza comunicativa: Il cinema fin dai suoi albori è stato spesso usato per propagandare messaggi, politici e non, e la musica, dal canto suo, ha sempre raggiunto (soprattutto in questi ultimi 40 anni) le orecchie della maggior parte della popolazione della terra.

I messaggi che possono mandare musica e cinema insieme sono di un impatto incredibile; si pensi alla scena di “Fragole e sangue” quando la polizia cerca di far sgombrare la scuola occupata mentre gli studenti sono tutti a terra e mandano il loro messaggio di pace cantando “Give peace a change” di John Lennon. In questo caso la musica e il cinema danno dimostrazione della loro enorme forza.

Delle emozioni che trasmettono musica e immagini abbiamo già parlato e concludendo posso affermare che il cinema non può fare a meno della musica perché le immagini sono gli occhi di un film e la sua colonna sonora è l’anima.

 

Francesco Cavalluzzo




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