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17 gennaio 2007

La Sposa Cadavere

LA SPOSA CADAVERE

 

Carissimi lettori, prima di recensire questo splendido film, vorrei dedicare il mio pezzo ad un grande amico che non è più tra noi, ma che nel mio cuore rimarrà per sempre: Victor sei il migliore.

E’ lui che mi ha ispirato per omonimia col protagonista e per la speranza che ho nel saperlo felice.

 Prima di raccontarvi in grandi linee il film, senza svelarvi il finale, voglio spiegare brevemente il lavoro eccellente del visionario e geniale Tim Burton! Devo essere sincera questo “strano” regista lo sto apprezzando da un poco più di un anno in quanto dopo aver visto “Mars Attack!” (1996) ero rimasta interdetta, successivamente ho dovuto ricredermi e ho avuto l’illuminazione: si tratta di un genio! Infatti film come  “Big Fish” (2003) e la “Fabbrica di cioccolato” (2005) hanno cambiato la mia panoramica cinematografica per contenuti profondi e dialoghi intensi.

Questo film-cartone,realizzato in stop-motion (tipo Wallace and Gromit,per capirci!), parla di due mondi uno grigio e serioso (quello dei “VIVI”) e l’altro giocoso e colorato (quello dei “MORTI”).

Il mondo in superficie è stato realizzato unendo il gusto del periodo vittoriano all’atmosfera dell’Europa dell’Est, tutto è statico ed immobile e le persone hanno visi lunghi e seri, sono arrivisti o scalatori sociali.

Qui vivono due famiglie: una è quella del protagonista Victor, famiglia ricca ma plebea (commercianti), mentre l’altra è la famiglia della promessa sposa (in quanto il matrimonio è combinato) la dolce e bella  Victoria, di famiglia nobile ma povera. La storia prende una piega diversa quando Victor, frustrato di non essere in grado di ricordare la promessa di matrimonio, fugge dalla città per giungere nella foresta e infilare,inavvertitamente, l’anello al dito della Sposa Cadavere…da qui emerge (in tutti i sensi!) la sottile e fragile figura di Emily, un personaggio determinato, con un passato triste e macabro, ma che riuscirà, nonostante sia deceduta, a donare calore e affetto ad un ragazzo che, come Victor, le sta vicino e le dona, anche se per poco, il matrimonio che a sempre sognato…

Mirabolanti avventure conducono il giovane e la bellissima Emily nel mondo sotterraneo, popolato da personaggi bizzarri e divertenti, come i cantanti-scheletri del pub “Ball and Socket”.

Nel frattempo mentre Victor visita la Terra dei Morti, in superficie la dolce Victoria aspetta il suo sposo, nonostante le venga detto che sia fuggito con una misteriosa donna. L’amore fa fare cose incredibili!

L’avventura giunge alla conclusione ed Emily dimostrerà la sua grandezza d’animo facendosi da parte…volando via come una vera farfalla…

Il suo personaggio non deve essere interpretato come “l’altra donna” in quanto lei è come una pungente boccata d’aria fresca che matura il personaggio di Victor facendogli capire cos’è l’amore, l’amicizia e la materialità della vita.

E’ una storia che dovrebbero vedere anche i bambini perché è un modo delicato e semplice per capire il concetto di morte e vederlo sotto un profilo nuovo e fresco.

Inconsciamente voglio pensare anch’io che le persone che amo, che lascia no questo mondo, sempre più inquinato e corrotto, possano godersi l’eternità in un luogo festoso come quello ideato da Tim Burton.

Come sempre vi consiglio di affittarvelo,scaricarvelo (anche se è contro la legge!!!) o comprarvelo (costa meno di 10 Euro!) perché ne vale davvero la pena!

Buon 2007 a tutti!

 

 

                                                       Giulia Marcantoni

 

 

 

 




permalink | inviato da il 17/1/2007 alle 17:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 novembre 2006

Monsters di ogni genere, ma non per questo Cultoon

MONSTERS & Co.

 

Cari lettori dopo aver letto tante recensioni su film d’autore ed esservi impegnati a dare un senso a pellicole impossibili da decifrare questa volta voglio proporvi una rubrica che tratti di CARTONI ANIMATI!

Non arricciate i nasi e soprattutto non dite “E’ roba da bambini!” perché dentro queste storie di personaggi stravaganti, colori sgargianti e canzoncine in rima ci sono morali e valori che molti credono di avere ma che in realtà, più si è “grandi”, più non si capiranno mai… E poi dentro di noi un lato “bambino” ci dovrebbe essere sempre. Fondamentale per non abbrutirsi nella vita quotidiana.

Questi grandi capolavori della Disney, della Pixar o della DreamWorks (i cartoni animati giapponesi neanche li calcolo, non mi piacciono!) hanno fatto e fanno sognare, ridere e perfino commuovere tante generazioni.

Voglio iniziare dal top del top, un film non proprio classico ma assolutamente da vedere, Monsters & co. (Pixar – 2001).

E’ una favola molto originale e divertente che narra la bizzarra vicenda di due grandi amici mostri (nel vero senso della parola!): Mike (basso, verde, rotondo e con un solo occhio!) e  Sulley (enorme, blu e viola e leader per eccellenza) che lavorano insieme alla fabbrica Monsters & co., che ha il compito di raccoglie ogni notte le urla dei bambini per fornire di energia Mostropoli  (il mondo parallelo dove i simpatici protagonisti vivono).

La vita procede normalmente fra lavoro, amicizia e amore ma una sera Sulley trova una porta incustodita da dove esce una bambina di pochi anni dolce e vivace… ma per i mostri tutto questo diventa un enorme problema in quanto i bimbi sarebbero tossici e dannosi alla loro pelle! Ma l’amicizia che nasce fra i tre protagonisti fa capire che il problema non sussiste e che l’unica preoccupazione è far tornare la bambina a casa e toglierla dalla grinfie del malvagio Randall che, con l’aiuto del corrotto proprietario della fabbrica (Waterloose), vuole impossessarsi della piccola Boo (“Sulley quando dai un nome ad una cosa vuol dire che ti ci affezioni!?!”) per farla sparire.

Dopo una serie di comiche situazioni, dopo l’esilio insieme all’abominevole uomo della nevi (“Ma perché ABOMINEVOLE? Non potevano chiamarmi il simpatico, il socievole, l’affascinante …”) riescono a riportare Boo a casa sua.

La morale è incentrata sulla paura dell’ignoto, del diverso e si sviluppa rimodellando una della più grandi paure infantili: l’uomo nero, il mostro; rendendolo più comico e buono.

Alla fine di questo splendido cartone, della durata di 89 minuti e che ha vinto il PREMIO OSCAR per la migliore colonna sonora “If I didn’t Have you!” e per il migliore cortometraggio “Pennuti spennati”, i due “mostri” scopriranno che spaventare i bambini, per trarne profitto dalle urla, non è l’unico mezzo per trarre energia utile… infatti le risate ne creano molta di più!!!

Razzismo, amore, vera amicizia e malinconia sono temi che non tutti i film/cartoni sono stati in grado di affrontare! Un capolavoro che costa meno di 10 Euro e che vi consiglio di acquistare/ o vedere se amate questo meraviglioso genere.

 

     Giulia Marcantoni




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12 ottobre 2006

Una nuova rubrica

FRANKESTEIN JUNIOR

 
E’ vero… non sono una esperta di cinema, non capisco Lynch (anzi lo odio!) e mi addormento con “Via col vento” però non potevo neanche scrivere sempre di arte e quindi quest’anno mi sono sobbarcata di un gravoso e per me nuovo compito, ovvero commentare ogni mese un film… CULT!

Per cominciare in bellezza questa rubrica vi parlerò del mio film preferito, che in vita mia avrò visto si e no almeno una settantina di volte, Frankestein Junior di Mel Brooks.

Il film è un vero capolavoro della comicità contemporanea che ricava il suo plot dal celebre romanzo di Mary Shelley ma che, grazie a quel genio di Brooks, divenne “mostruosamente” divertente e leggendario!

La storia è ambientata nella grottesca e oscura Transilvania, terra di vampiri e lupi mannari, dove il nipote del barone Victor Von Frankestein, il dottor Frederick Frankestein (“si pronuncia Frankenstiin”!), si reca per andare a ritirare l’eredità del nobile nonno defunto. Ma il  protagonista, con l’aiuto della seducente aiutante Inga e con il notevole “ingegno” del gobbo Igor (“Si dice Aigor!”) trova, durante un’escursione notturna nel castello, la biblioteca occulta del nonno dove vi sono una ventina di libri contenenti esperimenti, dati, prove ed istruzioni per riportare in vita ciò che non lo è più!

“Si può fare!!!”

Dopo un primo fallimento il giovane dottore riesce nell’esperimento creando un essere di 2 metri per 2 e di gigantesche proporzioni (“Con un enorme SVANSTUCHER!”) ma che al posto del cervello di un illustre e colto personaggio ne ha uno anormale e quindi Frederick diventa il creatore di un MOSTRO, che la folla vuole linciare e uccidere!!!

Solo dopo alcune simpatiche gag il dottor Frankestein capirà e farà capire al popolo ed ai suoi amici che in verità il mostro da lui creato è docile e buono, infatti si lascia sempre avvicinare a meno che non sia minacciato dal fuoco o da persone violente e, al suono della musica, si commuove e danza come un bambino!

Ritengo che questo film, per quanto possa essere comico, ha in sé un insegnamento morale notevole ovvero che non si deve guardare all’apparenza e giudicare prematuramente e con cattiveria, ma bisogna capire e avvicinarsi a chi è diverso e solo, tentando di arrivarci mediante la sensibilità di un attività creativa come la musica o come il dialogo per cercare di capire anche chi non riesce ad esprimersi a parole, proprio come il dolce e incompreso “Mostro” della storia!

Analizzando invece il film sul piano tecnico, capendone ben poco, posso solo dire che ha una verosimile scenografia, bei costumi, i personaggi sono caratterizzati benissimo e la sceneggiatura è ben scritta e divertentissima!

Inoltre il personaggio principale (dottor Frederick) è interpretato in maniera eccelsa dal mitico Gene Wilder accanto al quale vi è la migliore “spalla” che un attore possa desiderare, il meno conosciuto Martin Fieldman (Igor), che da solo vale la pena di vedere il film!

Questa commedia, lunga appena un’ora e mezza, vi catapulterà in un storia di altri tempi, in bianco e nero, con attori più o meno conosciuti e in una comicità incomparabile e unica!

E’ anche in vendita a meno di 10 euro e vi consiglio caldamente di vederlo per poi parlarne insieme. Prendetelo per quello che è: un film genuino, semplice, con una comicità sottile e di classe…

E ricordate sempre che “Il lupo ululì ed il castello ululà!”

 

 

 Giulia Marcantoni

 




permalink | inviato da il 12/10/2006 alle 13:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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