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                Movimento
        Anno II   Numero 2
                  a cura di Riccardo Iannaccone e Giulio Della Rocca
        





Casino Royale 007

James Bond ha finalmente ricevuto l’agognata nomina a 007 al servizio di sua maesta. E la prima missione si rivela da subito SHOCK.

Le indagini conducono il neo-agente in varie parti del mondo e lo portano in contatto con Le Chiffre, un banchiere sospettato di essere il finanziatore di alcune cellule terroristiche. Con l’aiuto della bella Vesper Lynd – funzionaria del Ministero del tesoro – e di Mathis, un agente montenegrino dell’M16 (un brillante Giannini) Bond tenterà di sventare una serie di attacchi organizzati da Le Chiffre e uomini. Inseguimenti, scale reali e botte in bianco e nero per il più famoso agente che la storia ci ha regalato… e una partita di picche e poker al Casinò Royale vetta massima della sfida tra l’agente e il corrotto banchiere…

STOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOP

RIFACCIAMOLA…

 

“AZIONE!!!”

La Verità? Non è la trama che vi potrà spiegare cosa c’è dietro l’ultima (o prima?) avventura del leggendario James Bond. In altri casi vi avrei dato ragione; ma non oggi. Si va oltre le corse in macchina, o marchingegni di Q in grado di donare l’invisibilità, la donna usa e getta e così via dicendo…

Si va oltre; qui si strabilia.

I dubbi? Fugati dalla prima sequenza in bianco e nero (degna del miglior Tarantino) Questo James… va dritto al cuore. Qui si ricercano i perché.

E’ un Bond diverso quello che “esplode” nello schermo; Martin Cambell (in questa pellicola maestro supremo) ci mostra un Bond trucemente abile, ma al contempo per la prima volta davvero innamorato.

Nella sua vulnerabilità (SOFFRE E SANGUINA, IN OGNI AZIONE E DECISIONE) pare invincibile riuscendo a superare di classe partite a poker interminabili e torture alle palle (degne di Hitchcock nel “barbiere di Rio”) – <<Saro felice nel sapere che sei morto, grattandomi le palle>>.

Questo è un Bond che sfida i suoi stessi cliché; <<Martini Signore?>> è subito pronto a chiedergli un barista del prestigioso casinò, come a lanciargli la battuta tanto attesa… e lui glaciale risponde: <<Ma chi se ne frega del martini>>.

Battute cool del genere: << L’ultima mano, mi aveva quasi ucciso>> shekerato ad una musica goduriosa e ad un gioco a incastri e intrighi multipli che farebbero impallidire la saggia Agata Cristie.

Cosa ci frega dell’effetto speciale, della sublime arte del montaggio… o giù di li… questi nostri Pop Corn vanno in fiamme. Sia lodato il Dio Cinema.

Grazie Haggis. Grazie Craig

Alla prossima avventura.
Ric.Ian.

Pubblicato il 11/3/2007 alle 0.56 nella rubrica Diario.

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